3Motive offre consulenza aziendale a Reggio Emilia

Marzo 9, 2026

Prevenire la crisi aziendale: il metodo e la visione di 3Motive nella consulenza aziendale a Reggio Emilia

 

Intervista a Sebastiano Rossi –

Consulente aziendale e COO & Partner di 3Motive

(Parte 1 di 2)

In questa intervista, Sebastiano Rossi, Co-founder e Partner di 3Motive, consulente aziendale con una lunga esperienza nella gestione di passaggi generazionali e nella gestione di situazioni di crisi aziendali, condivide il suo approccio alla prevenzione della crisi d’impresa.

L’obiettivo è mostrare come un intervento tempestivo e strutturato di consulenza aziendale possa proteggere l’azienda e prepararne il futuro, evitando evoluzioni verso situazioni di crisi da gestirsi tramite le procedure previste dal codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza.

Quali sono i segnali che indicano che un’azienda sta entrando in una fase di crisi aziendale?

La crisi aziendale è una situazione di squilibrio economico‑finanziario che mette a rischio l’adempimento degli impegni futuri dell’azienda, che deve essere tempestivamente gestita tramite interventi di risanamento.

La fase di pre‑crisi è caratterizzata tipicamente da segnali anticipatori, dei “campanelli d’allarme” che indicano l’insorgere di squilibri economici, finanziari, patrimoniali o gestionali, prima che l’impresa entri nella fase di vera crisi o insolvenza.

I risultati di bilancio sicuramente aiutano ad interpretare la tendenza ma ci sono anche elementi non bilancistici, ovvero gestionali, che segnalano anomalie nella gestione aziendale: mancanza di strumenti di controllo gestionale, processi di delega deboli e concentrazione decisionale, età dell’imprenditore in contesti in cui non esiste una managerializzazione dell’impresa o non sono previsti passaggi generazionali piuttosto che organizzazioni poco definite che segnalano possibili future criticità.

 

In quali situazioni un’azienda dovrebbe rivedere il proprio business plan per prevenire una crisi aziendale?

Il business plan è uno strumento dinamico che deve essere costantemente aggiornato. Deve riflettere obiettivi economici e strategici coerenti con il contesto e la sua evoluzione e deve supportare il management nel processo di valutazione dei risultati e in quello decisionale.

 

Perché affidarsi a un consulente aziendale esterno in situazioni di crisi?

Un consulente aziendale esterno affianca l’organizzazione interna nella definizione e nel coordinamento del business plan, facilitando il coinvolgimento dei manager e portando contributi spesso più distaccati rispetto al management interno e tipicamente più oggettivi. Il supporto esterno offre quindi una visione asettica che riduce i rischi di bias interni e che migliora il processo decisionale; questo punto di vista “distaccato” è importante nel prendere decisioni strategiche quanto operative, ma è fondamentale quando si parla di interventi o piani di ristrutturazione, che, anche se dolorosi, sono attivati per evitare di ricorrere a strumenti come la liquidazione giudiziale.

 

Qual è il valore aggiunto di uno sguardo esterno nelle decisioni strategiche durante una crisi aziendale?

Le decisioni strategiche efficaci richiedono valutazioni oggettive e distaccate. Il contributo esterno facilita analisi imparziali e consente di combinare più punti di vista, producendo soluzioni più equilibrate e innovative, fondamentali per evitare l’aggravarsi della crisi. Le decisioni strategiche devono essere prese a livello collegiale con le prime linee dell’ organizzazione (comitati di direzione) e questo processo va implementato anche con l’aiuto di figure esterne che portino il metodo e ne garantiscano il funzionamento.

 

In che modo l’esperienza aiuta a prevenire errori costosi che possono portare alla bancarotta?

Errori operativi incidono immediatamente sui costi, mentre quelli strategici hanno impatti a medio-lungo termine. Un errore strategico però, anche se non ha un impatto immediato sui costi, è molto più pericoloso e può compromettere la sostenibilità dell’impresa fino a generare situazioni di insolvenza o bancarotta. L’esperienza di 3Motive consente di strutturare i processi decisionali, e se da un lato si concentra sull’operatività e sui costi, al contempo si concentra sulla strategia e la visione di medio periodo tramite la formulazione ed il costante aggiornamento del Piano Strategico, riducendo il rischio di scelte strategiche sbagliate e cercando di portare una visione di medio lungo periodo.

 

Quanto è importante la prevenzione rispetto alla gestione dell’emergenza in una crisi aziendale?

Ogni azienda deve saper gestire emergenze impreviste, ma la prevenzione permette di pianificare le azioni necessarie e anticipare gli interventi, riducendo il rischio di crisi irreversibili o di accesso a procedure concorsuali. Gestire l’emergenza è necessario; prevenirla è strategico.

 

Quanto conta la prevenzione anche durante la gestione della crisi?

Anche in emergenza, la pianificazione anticipata degli interventi riduce l’impatto dei problemi e permette di agire con metodo e razionalità. La prevenzione continua resta il fattore determinante per salvaguardare valore e continuità aziendale.

Per fare un esempio l’azienda è come un macchinario per cui la manutenzione preventiva e predittiva aiutano ad evitare situazioni di manutenzione straordinaria; l’azienda tramite strumenti di monitoraggio ed analisi dei dati, un buon dashboard direzionale su cui confrontarsi oltre ad un costante confronto tra le funzioni, anticipa potenziali situazione di crisi.

L’esperienza di 3Motive nella consulenza aziendale a Reggio Emilia dimostra che intervenire con metodo, competenza e visione permette di affrontare crisi complesse e garantire la continuità aziendale, trasformando le difficoltà in opportunità per consolidare e rafforzare l’impresa.

 

 

Nel prossimo articolo, Rossi illustrerà gli strumenti concreti e le strategie operative per affrontare e gestire efficacemente situazioni di crisi aziendale già in atto, anche alla luce del Codice della Crisi d’Impresa.

 

 

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